Il foglio di cifrematica Milano

  • Grigorij Zejtlin, <i>Amici</i>, 1947, particolare
  • Grigorij Zejtlin, <i>Natura morta<i/>, 1975, particolare

 



 

Che cos'è “Il foglio di cifrematica”



 


La storia e il progetto


Quarantadue anni fa, nel 1973, a Milano, un gruppo di giovani provenienti da varie regioni italiane, da strati differenti della società, da formazioni diverse (artistica, filosofica, linguistica, medica, tecnica, economica, commerciale, imprenditoriale, finanziaria) fonda un’associazione culturale senza scopo di lucro con un programma semplice e ambizioso: introdurre in Italia l’internazionalismo e l’intersettorialità nella cultura, nell’arte, nell’impresa. Chiamano questo progetto “secondo rinascimento” e “cifrematica” la scienza che, in questo itinerario, si trovano a inventare e a definire. Cifrematica, ovvero “scienza della parola”.
A inaugurare l’onda del Movimento cifrematico internazionale, che infrange il provincialismo culturale italiano e l’asservimento della cultura e dell’arte ai gruppi politici e religiosi, alle parrocchie che occupano le cattedre universitarie, le case editrici, le redazioni dei giornali, è Armando Verdiglione. Il suo seminario di linguistica e semiotica all’Università Cattolica nel 1970 risulta una provocazione anche per gli psicanalisti. Gli intellettuali europei che invita al dibattito e alla pubblicazione in Italia portano idee nuove. L’eco della sua pratica di parola valica i confini nazionali per coinvolgere intellettuali di tutto il mondo.
A partire dal 1973, il Movimento cifrematico dà vita a associazioni e imprese differenti nell’area dell'invenzione, dell'arte, dell'editoria, del multimediale, della telecomunicazione, della formazione, del turismo intellettuale, nell’area dell’arte e della cultura dell'industria e della finanza. Pubblica un catalogo editoriale di altissimo profilo culturale, organizza congressi scientifici in tutto il mondo, apre musei, cura collezioni artistiche, costituisce archivi digitali per libri, eventi, opere d’arte, instaura dispositivi di formazione, dispositivi pragmatici di promozione e vendita di prodotti d’ingegno, dispositivi di brainworking.
Questi quarantadue anni di progetti e di programmi culturali, artistici, scientifici, imprenditoriali hanno provocato e stimolato molti establishment di vari paesi, hanno scosso le ideologie e i provincialismi, hanno promosso iniziative e intraprese molteplici, dagli effetti incommensurabili.
Di questi quarantadue anni di integrazione di arte e di cultura, di tecnica e di macchina, di gioco e d’invenzione “Il foglio di cifrematica” assume il compito della restituzione in qualità.

 

“Il foglio di cifrematica” è un foglio libero.

 

Il discorso della padronanza sulla parola, da Platone in poi, teme la scrittura e la comunicazione affidata al foglio, perché con il foglio nella mano, di carta o informatico, ciascuno legge in modo differente e vario, e non secondo l’intenzionalità o l’idealità. Di qui la proibizione di leggere, la proibizione che ha colpito il foglio, a favore del dialogo, a favore della mentalità.

 

Il foglio di cifrematica è il foglio della speranza, il foglio della fede, il foglio della solitudine, il foglio delle dimensioni, il foglio del viaggio.

 

Il foglio di cifrematica indaga, con il contributo di ciascuno, le logiche della parola per restituire nella loro dignità, nel loro glossario e nel loro dizionario, le questioni essenziali della vita: il futuro, la giustizia, il nutrimento, il diritto e la ragione dell’Altro, la tolleranza, la politica, la diplomazia, l’impresa, la legge, l’etica, clinica, la modernità, il valore assoluto, la cifra.

 

Questo foglio è un’arca per viaggiare in direzione della qualità, in direzione della cifra.

 

Da questo foglio di cifrematica sorge un invito per ciascuno: “Prendete e mangiate”. Al banchetto intellettuale ciascuno ha la chance di ritrovare il cibo che gli è proprio, perché nasce – e rinasce – per lui. Leonardo da Vinci e Niccolò Machiavelli sono cifranti anche della nostra era.

 

Mariella Borraccino